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LA SCELTA DI GABRIELLA

  • Categoria: Concorso
  • Pubblicato: Sabato, 01 Dicembre 2018 00:00
  • Scritto da Maria Grazia Sereni

 

concorso dicembre 2018

Gabriella la pavoncella si svegliò di soprassalto: aveva sentito un rumore che l’aveva messa sull’avviso. Infatti, dal ramo su cui si era appollaiata per dormire vide uno sciacallo approssimarsi all’albero.

Spaventata fece un balzo per salire su un ramo più alto dove, di certo, si sarebbe sentita più a suo agio.

Da lassù vide lo sciacallo che girava intorno all’albero più e più volte, finché se ne andò scornato.

Gabriella attese ancora un po’ prima di scendere per cercare qualcosa da mangiare. Aveva notato il giorno prima un piccolo fossato in cui vivevano alcune rane di cui era ghiotta. Si recò laggiù e riuscì fortunosamente ad acchiapparne una distratta, mentre le altre fuggivano lontano.

Lo stomaco di Gabriella reclamava però altro cibo, così lei decise di cercare qualche bacca o seme che potessero fare al caso suo.

Mentre così becchettava, apparvero dal nulla tre splendidi maschi, Antoniuccio, Filippetto e Marcolino, che presero a dispiegare la loro ruota per mostrarle quanto erano belli.

Lei non si scompose, ma continuò nella ricerca del cibo. A quel punto i maschi iniziarono a cantare il loro canto d’amore per impressionarla.

Solo allora la nostra Gabriella sospese la ricerca di cibo per ascoltare attentamente i canti che giungevano splendidi alle sue orecchie.

Infine se ne andò, lasciando la compagnia a chiedersi il motivo di quella fuga.

Seguiamo la nostra pavoncella per vedere che cosa è accaduto.

Cammina e cammina Gabriella arrivò all’albero dove riposava l’investigatore Hercule Pavonot.

“Buon giorno” lo salutò la pavoncella. “Vorrei chiederti un favore.”

“Dimmi pure, se posso esserti utile…”

“Ho tre corteggiatori Antoniuccio, Filippetto e Marcolino. Vorrei sapere quale dei tre ha l’harem più importante, così potrò fare la mia scelta. Non sia mai che mi accoppi con un pavone senza harem!”

“Va bene. Torna domani e saprai ciò che ti interessa.”