Login Form

ACIDOSI METABOLICA

  • Categoria: Salute
  • Pubblicato: Giovedì, 25 Gennaio 2018 00:00
  • Scritto da Maria Grazia Sereni

Un disturbo subdolo perché privo di segni evidenti della sua presenza ma che può portare a gravi conseguenze per la salute è l’acidosi metabolica. Vediamo di cosa si tratta.

acidosi metabolica

L‘acidosi metabolica si verifica quando l’equilibrio omeostatico tra sostanze acide e basiche dell’organismo va in tilt. Questo equilibrio è molto delicato e assicura il corretto funzionamento di vari processi, che sono fondamentali per la nostra stessa sopravvivenza.

In condizioni simili, si verifica dunque un accumulo di acidi nel corpo, in particolare nei tessuti e nei liquidi. Proviamo a capire meglio quali sono i sintomi principali, come ricevere una diagnosi corretta e quali sono le cause.

Per accertare la presenza della malattia bisogna analizzare diversi valori e scoprire se vi sono delle anomalie. Nello specifico si va a considerare:

  • pH delle urine (valori corretti del pH 6,5-7)
  • emogasanalisi del sangue arterioso (valori corretti del pH 7,38-7,42)
  • elettroliti sierici (sodio, calcio, potassio, fosforo, cloro, magnesio) nel sangue venoso.

Le cause di questa patologia sono le più disparate e possono dipendere sia da fattori interni che da fattori esterni. Ciò significa che o vi è una iperproduzione di sostanze acide da parte dell’organismo o queste ultime vengono introdotte dall’esterno mediante l’alimentazione.

A volte, infatti, un’alimentazione errata, completamente incentrata sul consumo di cibi acidi, può determinare l’insorgenza della patologia. Le sostanze incriminate sono carboidrati eproteine, che vengono assunti in quantità eccessive senza compensare con altri nutrienti fondamentali.

In altri casi è la presenza di precedenti malattie che favorisce lo sviluppo dell’acidosi. Parliamo nello specifico dell’insufficienza renale e del diabete, di cardiopatie o disturbi a livello respiratorio.

Infine possono essere considerate cause anche l’acidosi ipercloremica, un’infezione che procura la perdita del bicarbonato di sodio, così come l’acidosi lattica, legata alla disfunzione di alcuni organi interni.

Altri fattori eziologici sono alcolismo cronico, vomito o diarrea prolungati, stati di denutrizione, utilizzo di diuretici o di alcuni farmaci. Come si vede, il panorama è abbastanza ampio e questo determina una lunga fase di indagine diagnostica per poi provvedere a delineare la terapia più adeguata.

Chi è affetto da acidosi metabolica avverte tutta una serie di sintomi che inizialmente sembrano essere del tutto comuni.

Si possono manifestare in diversa misura e gravità:

  • nausea
  • pelle secca e prurito
  • perdita di appetito
  • sonnolenza
  • mal di testa
  • alitosi
  • aritmia
  • ritenzione idrica
  • dolori alle articolazioni
  • disturbi dell’umore e nervosismo
  • crampi muscolari
  • respiro affannato e difficoltà nella respirazione
  • senso di confusione
  • perdita di concentrazione.

I sintomi variano molto da paziente a paziente, in quanto saranno i valori alterati, più o meno alti, a determinare la gravità della patologia. Quello che però è importante sapere è che un’acidosi non curata nel tempo può indurre persino al coma e alla morte, in caso di complicazioni.

Tra le varie conseguenze possono verificarsi inoltre perdita di massa magra, diminuzione dei minerali a livello osseo e invecchiamento precoce.

Per curare l’acidosi bisogna occorre intervenire in primo luogo sulla causa scatenante. Spesso si procede anche attraverso l’introduzione di elementi alcalinizzanti, finalizzati a ripristinare un corretto equilibrio bio-chimico.

Quello che ingeriamo ha un’importanza fondamentale per il nostro benessere. Nello specifico, bisognerebbe evitare di fare il pieno di proteine e carboidrati.

Ciò comporta ridurre in maniera significativa il consumo di pasta, dolci, cereali raffinati e integrali. Inoltre andrebbe diminuito (o meglio eliminato) anche il consumo di carne e pesce, uova, latticini. 

Tra i cereali possono essere mangiati tranquillamente solo quinoa, amaranto, miglio e grano saraceno. Via libera invece a frutta e verdura in quantità, meglio se biologica.