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BUM BUM

  • Categoria: Racconti
  • Pubblicato: Mercoled√¨, 06 Gennaio 2021 00:00
  • Scritto da Maria Grazia Sereni

bum bum

Nonna gufo inforca gli occhiali, si guarda intorno e: “Benvenuti ragazzi. Stasera parleremo di caccia. Sapete di che cosa si tratta?”

“No” rispondono in coro gli animaletti che siedono intorno alla loro insegnante.

“Male, occorre essere informati per salvaguardare le proprie esistenze. Sapete che gli umani le studiano tutte per imbrogliare le carte e farci cadere nelle loro trappole. Chi di voi conosce gli archetti?”

Silenzio.

“Prendete nota, mi riferisco soprattutto agli uccellini che sono le vittime di questa malvagità. Si tratta di un ramoscello piegato attraverso cui passa un filo di nylon. Quest’ultimo è bloccato a un’estremità del ramoscello da un pezzetto di legno collegato all’esca. Quando un uccello becchetta l’esca, sblocca il meccanismo, facendo tendere il filo di nylon che lo imprigiona. Chiaro?”

“Ma è terribile” cinguetta un passerotto.

“Questa trappola uccide?” domanda un’allodola.

“No, purtroppo no. Chi è imprigionato resta vivo e muore di fame e di spavento, se prima non lo raccolgono gli umani che, con un colpo ben assestato alla testa (che a volte viene anche sbattuta contro una superficie rigida), pongono fine alle sofferenze delle vittime. Quindi mi raccomando: se notate delle prede troppo appetitose e comode, non fatevi ingannare, si tratta spesso di trappole.”

Uno strano silenzio fatto di tremori e brividi pervade l’assemblea.

“Da quali altre tecniche di caccia ci vuoi mettere in guardia oggi nonna?” domanda uno scoiattolo.

“Ve ne sono di vari tipi.

  1. Le trappole a tubo per volpi e tassi (sono posate soprattutto in primavera). Si tratta di un tubo, di solito in cemento, che termina in una gabbia contenente delle esche – spesso anche vive. Quando la volpe o il tasso – che in primavera cercano un luogo dove partorire i propri piccoli – trovano la tana già pronta, vi si infilano e arrivano alla gabbia la cui porta si chiude immediatamente dopo l’ingresso dell’animale. Quindi non entrate in tubi, invitanti certo ma spesso apportatori di morte.
  2. Le tagliole. Sono strumenti di metallo che vengono nascosti sotto foglie secche o erba. Hanno due ganasce dentate in mezzo alle quali è posta l’unica cosa visibile della trappola: l’esca. L’animale che si avvicina per cibarsene, fa scattare la trappola che si chiude su un suo arto. Queste tagliole sono di solito assicurate ad alberi, per evitare che gli animali catturati fuggano portandosele via. Come vi ho già raccomandato prima, non fidatevi di bocconcini invitanti: occorre sudare per guadagnarsi un pasto.
  3. I lacci. Sono dei cavetti di nylon molto robusti che sono legati con un nodo scorsoio a formare un cappio. Questi sono poi disseminati lungo i luoghi di passaggio degli animali e ben protetti da foglie o erba. A mio parere si tratta della trappola più subdola perché non c’è modo di prestare attenzione. Un animaletto, andandosene per la sua strada, potrebbe incorrere in questo accidente, anche se tali lacci sono stati pensati per gli ungulati (caprioli, daini, camosci).

Ci sarebbero poi altri tipi di trappole che neppure io conosco, perciò mi raccomando: fate sempre molta attenzione.

Per finire voglio parlarvi della caccia vera e propria, quella con i fucili per intenderci…”

“Ma nonna, di quella sappiamo già tutto…” dichiara un pettirosso.

“Bambino mio, non credere di conoscere il mondo come la tua vecchia nonna. Qui, infatti, non c’è molto da dire, se non di fare attenzione e, soprattutto, di non muoversi per fuggire quando si sente arrivare un cacciatore: la fuga si trasforma sempre in morte. Se invece restate immobili – anche se l’umano vi passa a pochi centimetri – lui non si accorgerà di nulla e voi potrete sopravvivere.”

Bum bum si sente in lontananza.

“Via di qui tesori, tutti nelle vostre tane e guai a voi se mettete il naso fuori” raccomanda nonna gufo volandosene sul suo albero preferito.

(dal libro La fattoria dei sogni edito in luglio 2015)