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TRASLOCO

  • Categoria: Mondo felino
  • Pubblicato: Mercoled√¨, 02 Gennaio 2019 00:00
  • Scritto da Maria Grazia Sereni

 

trasloco

Il gatto, si sa, è un animale abitudinario. Quindi, quando nel suo ambiente cambia qualcosa (una persona, l’arredamento, la casa) ecco che sorgono problemi.

Oggi ci occupiamo del trasloco, una delle cose che mettono in crisi il nostro beniamino. Perché? Ci chiediamo.

I luoghi in cui micio vive sono impregnati del suo odore: urina (qualche spruzzatina anche minima e quindi invisibile per noi “accade” sempre!), feromoni (secreti dalle ghiandole posizionate sul mento, sulle guance e sui polpastrelli).

I luoghi in cui vive, inoltre, (così come gli umani che lo accudiscono) sono di sua proprietà e tutti rappresentano un’attività: gioco, siesta, mangiare, riposare, interagire con i suoi umani, osservare (soprattutto davanzali delle finestre). Inoltre, se la casa dispone di un giardino, quello è per lui il suo territorio (terreno di caccia, di scontri con nemici e incontri amichevoli).

Allora? Che cosa fare per aiutare micio in un momento tanto difficile della sua esistenza?

Se il nostro beniamino dovesse essere abituato a non uscire di casa, occorre avere molta pazienza perché si potrebbe nascondere negli scatoloni durante il trasloco o sotto i mobili, una volta che questi ultimi saranno a posto. Le prime cose da mostrargli, allora, saranno le sue ciotole (di acqua, crocchette e cibo), la lettiera (da posizionare lontano dalla zona pranzo), le sue cucce, i suoi giochi, il tiragraffi che dovranno venire sistemati posizionati, se possibile, proprio come nell’abitazione precedente. Inoltre i suoi umani dovranno seguire con attenzione (e coccolare molto) il loro beniamino perché non si senta abbandonato a se stesso in un momento così stressante della sua vita.

Per la sua e la nostra tranquillità, se il gatto invece era abituato a uscire, deve restare in casa per almeno un paio di mesi. È, infatti, indispensabile che micio si abitui ai nuovi odori perché altrimenti potrebbe avere difficoltà a ritrovare la sua nuova casa ed essere quindi portato a raggiungere la precedente, dove i luoghi gli sono familiari. Scaduto il termine, occorre portarlo fuori e seguirlo per impedirgli di trovarsi senza riferimenti (noi, infatti, portiamo i suoi odori ben impregnati sulla nostra pelle), almeno per una decina di volte. Quindi micio dovrebbe essere in grado, dopo aver accuratamente segnato il suo territorio, di gestirsi da solo.